IL VOLONTARIATO TREVIGIANO
- Anteas Treviso
- 6 ore fa
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Tra Resilieanza e Nuovi Modelli
di Alberto Franceschini - Presidente Anteas Treviso
Articolo QuiTreviso - Luglio - Agosto 2026
I dati emersi dalle recenti rilevazioni Istat tracciano una fotografia in chiaroscuro per la provincia di Treviso. Se da un lato si registra una contrazione nazionale dei volontari "monofocali", nel territorio trevigiano emerge una forte spinta alla resilienza e una trasformazione qualitativa dell’impegno. La sfida attuale risiede nel gestire l’invecchiamento dei volontari storici rispondendo contemporaneamente alla richiesta di flessibilità delle nuove generazioni.
La tenuta del “Modello Nordest” nonostante il calo
Sebbene vi sia una flessione nazionale, Treviso e il Veneto mantengono tassi di partecipazione superiori alla media italiana. L’associazionismo rimane un pilastro fondamentale per la coesione sociale e il welfare sussidiario della Marca.
Dalla “Fedeltà Unica” alla “Partecipazione Ibrida”
Il dato più interessante riguarda la crescita della partecipazione ibrida: i volontari trevigiani non si legano più a una sola sigla per tutta la vita, ma scelgono di operare su più fronti, combinando l'aiuto formale in associazione con azioni dirette e spontanee per il territorio.
Lo spostamento degli ambiti di impegno
Si osserva una redistribuzione delle forze: cala l'impegno nei settori religiosi o sanitari strutturati, mentre cresce l'attenzione verso l'assistenza sociale, la Protezione Civile (spinta da vulnerabilità economiche ed emergenze climatiche), la cultura e l'ambiente.
La Presenza di ODV e APS nel Territorio
Il cuore del Terzo Settore trevigiano è composto da oltre 1.500 realtà attive. Si stimano circa 600-650 Organizzazioni di Volontariato (ODV), focalizzate su sanità e assistenza, e circa 850-900 Associazioni di Promozione Sociale (APS), che costituiscono la spina dorsale della vita culturale e sportiva dei comuni della Marca.
“Senior” Trevigiani: da fruitori a pilastri del Welfare
Nella Marca, l'impegno dei cittadini over 65 (e della fascia 55-74 anni) rappresenta una forma di cittadinanza attiva insostituibile. Questi cittadini non sono semplici utenti, ma i motori stessi dei servizi.
Il tempo donato come “Infrastruttura Sociale” Mentre la popolazione attiva fatica a conciliare i ritmi lavorativi con il volontariato, i pensionati garantiscono la continuità dei servizi essenziali: dai nonni vigili fuori dalle scuole ai trasporti sociali, fino alla gestione dei centri di sollievo e alla consegna dei pasti a domicilio.
Il contrasto alla solitudine (per sé e per gli altri) Il volontariato riduce drasticamente il rischio di depressione e decadimento cognitivo in chi lo presta, mantenendo la mente allenata e il corpo attivo, contrastando l'isolamento sociale tipico della società più longeva.
La custodia delle competenze
Esiste un immenso patrimonio di “saper fare” che gli anziani trasferiscono nel non profit. Molti ex impiegati o quadri mettono le proprie competenze amministrative a disposizione delle piccole associazioni, permettendo loro di sopravvivere agli adempimenti del RUNTS.
Il “Patto di Generazione” nelle Associazioni Le associazioni trevigiane di successo sanno integrare due forze: l'anziano, che garantisce presenza fisica e continuità dei servizi, e il giovane, che porta competenze digitali, gestione dei social e capacità di progettazione per i bandi.
Sono i Settori Chiave del Volontariato Senior a Treviso
I cittadini anziani attivi gestiscono veri e propri servizi di welfare strutturato concentrati in quattro macro-aree critiche.
La Mobilità Sociale Questo settore poggia quasi interamente sui pensionati (copertura stimata dell’80%). Nel 2025, il servizio di trasporto verso gli ospedali della Ulss 2 ha interessato ben 50.000 persone; senza questi autisti senior, il sistema socio-sanitario andrebbe in affanno.
I Centri di Sollievo per malati di Alzheimer e Parkinson Associazioni come la "Natale Mazzolà" e molti volontari over 60 operano quotidianamente offrendo animazione, supporto psicologico e ore di “stacco” fondamentali per le famiglie trevigiane che assistono un malato a casa.
Il “Back Office” e la Burocrazia del Terzo Settore Circa il 60% dei ruoli di direzione (Presidente o Tesoriere) nelle piccole ODV è ricoperto da pensionati.
Le loro competenze tecniche in bilanci e verbali formali salvano molte realtà dalla chiusura.
Il Modello Anteas a Treviso: Un Welfare di Comunità Anteas è la realtà trainante nella provincia, con una rete di circa 70 associazioni locali che copre quasi la totalità dei comuni della Marca.
È una vera "infrastruttura della solidarietà" che trasforma il tempo libero in servizi essenziali.
La capillarità dei Trasporti Sociali
Ogni anno i volontari-autisti garantiscono migliaia di viaggi per accompagnare persone fragili verso i centri di cura, abbattendo l’isolamento delle frazioni più distanti.
Centri Sollievo e Caffè Alzheimer: Risposte alla Fragilità Cognitiva
Anteas è in prima linea nella gestione di spazi protetti di stimolazione per i malati, offrendo contemporaneamente orientamento e sollievo ai caregiver.
La spinta verso l’Innovazione Sociale: Il Portierato di Condominio
Progetti innovativi come il “Portierato Sociale” (consulenze legali e informatiche) e il “Badante di Condominio” testimoniano la capacità di intercettare le nuove solitudini urbane.
Cultura, Turismo Sociale e Invecchiamento Attivo Attraverso corsi di formazione e turismo sociale, l'associazione promuove il benessere e l'active aging, mantenendo i cittadini anziani curiosi e interconnessi.
La Forza dei Numeri Anteas nella Marca
L'organizzazione agisce come partner strategico dei Comuni e delle Case della Comunità, fungendo da ponte essenziale tra i cittadini e la sanità pubblica.
Il vero valore aggiunto
In un'epoca di legami sociali sfilacciati, l'esperienza trevigiana dimostra che la terza età non è un peso, ma la più grande risorsa di welfare sussidiario e di solidarietà intergenerazionale del territorio.






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