ANZIANI,IL BICCHIERE DELLA RIFORMA È PER DUE TERZI VUOTO
- Anteas Treviso
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Articolo su Qui Treviso - Febbraio 2026
Negli ultimi anni le politiche per le persone anziane hanno attraversato una fase di riforma profonda e senza precedenti, grazie al PNRR, alla legge delega sulla non autosufficienza, ai decreti attuativi, ai nuovi LEP e alla proposta di legge sui caregiver. Ne emerge un quadro normativo nuovo ma complesso, che molti amministratori e operatori faticano a leggere in modo unitario, concentrandosi spesso solo sul proprio ambito di competenza.
Un passo importante verso una visione integrata è rappresentato dalla ricostituzione dell’Assessorato al Sociale nella Regione Veneto, dopo anni di subordinazione alla sanità. La riforma della non autosufficienza, inizialmente assente dal PNRR, è entrata nell’agenda politica grazie alla mobilitazione dal basso del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza. Oggi la riforma è affidata a una regia interministeriale, riconoscendo il carattere trasversale delle politiche per gli anziani.
Tra le principali innovazioni vi è l’introduzione di una valutazione unitaria e multidisciplinare della persona anziana, che supera la frammentazione precedente legata alle singole prestazioni. Altro elemento chiave è l’istituzione del Punto Unico di Accesso, pensato per orientare meglio i cittadini tra servizi e misure disponibili.
Un aspetto particolarmente rilevante è l’attenzione all’invecchiamento attivo: per la prima volta viene previsto un Piano nazionale, regionale e territoriale, con l’obiettivo di rendere strutturali le attività sociali, culturali e motorie, collegandole ai servizi sociali e sanitari. Questa impostazione richiama la logica della “prescrizione sociale”, puntando a prevenzione, benessere e contrasto del decadimento, non solo alla gestione della solitudine.
Sul piano dell’attuazione, la riforma appare però incompleta: secondo una metafora ricorrente, il “bicchiere” è solo per un terzo pieno. Mancano risorse adeguate, poiché la legge è in gran parte a finanziamento invariato; l’unica misura aggiuntiva significativa, la prestazione universale da 850 euro, ha raggiunto una platea molto ridotta. Un altro limite è la difficoltà di rendere effettivo l’approccio integrato tra istituzioni e servizi. Il punto di forza resta invece l’impostazione culturale della riforma, centrata sulla persona anziana e sulla comunità.
Tra le criticità più urgenti emergono: il futuro finanziamento delle cure domiciliari oltre il 2026; la revisione del ruolo delle RSA, chiamate a diventare centri multiservizio; lo sviluppo di soluzioni abitative alternative come il cohousing e il cohousing intergenerazionale; e, soprattutto, la grave carenza di operatori e competenze. Viene sottolineata la necessità di ripensare la geriatria come disciplina territoriale e di ridare dignità al lavoro di cura, senza delegare tutto a caregiver e assistenti familiari in assenza di un’infrastruttura pubblica solida.






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