Iva alle associazioni, una mazzata per il volontariato

La stangata Iva sui volontari «A rischio 450 associazioni»

Peri gruppi attivi sul sociale si prospetta una spesa di migliaia di euro l'anno

Franceschini (Csv): «Inaccettabile, sarebbe la botta finale per il nostro mondo»

«Imporre l'Iva alle associazioni è un'autentica follia che rischia di affossare il mondo

del volontariato». Alberto Franceschini, presidente del CSV Belluno Treviso non ha dubbi: l'emendamento leghista alla legge di Bilancio 2022, approvato l'altro giorno în Senato, rappresenta un'ipotesi inaccettabile e deleteria, che andrebbe a pesare su tante realtà impegnate sul fronte sociale a sostenere famiglie, anziani, disabili malati mentali integrando i servizi del territorio, in stretta collaborazione con le istituzioni e in rete tra loro.


REAZION INDIGNATE


La notizia è emersa a margine delle discussioni sulla manovra finanziaria approdata

in Senato con centinaia di emendamenti ha scatenato reazioni indignate tra chi opera nel terzo settore e già fatica a proseguire il proprio lavoro tra spese continue, aumenti in bolletta, scarsità di fondi pubblici in un periodo di pandemia in cui è stato difficile ricorrere alle consuete forme di sostentamento, con banchetti, eventi, concerti.

«Se l'ipotesi che deve passare alla Camera diventasse realtà sarebbe davvero la botta finale» dichiara il presidente del Centro Alberto Franceschini, presidente CSV che offre supporto organizzativo a centinaia di associazioni in provincia di Treviso. Pochissime attumente tengono il registro Iva e sono quelle che svolgono in parte azione commerciale, pensiamo ai bar dei circoli di paese, quelli non inseriti in una rete organica. Ma la stragrande maggioranza esula da tale obbligo ed è esentata dal pagamento Iva come vorrebbe l'emendamento che tanto ha fatto discutere e contro cui si sono scagliati i rappresentanti del Partito Democratico e dei Cinque Stelle.

«Le nostre associazioni di volontariato aggiunge Franceschini sono già in difficoltà

con le nuove regole legate alla gestione del bilancio e al registro digitale». Il che comporta che ciascuno dovrà dotarsi di firma digitale, posta certificata, Spid: operazioni non semplici se compiute da volontari non avvezzi ad usare i moderni mezzi telematici. Il CSV sta supportando i gruppi impegnati a mettersi in regola, fornendo consigli, informazioni, competenze tecniche. «Se dovessimo partire anche con il registro Iva prevedo una moria generalizzata».

LA PROVINCIA DEL VOLONTARIATO


I numeri del volontariato risultano notevoli in una delle province più attive d'Italia sul fronte sociale: oggi agiscono nella Marca in diversi settori circa 450 associazioni di promozione sociale e altrettante organizzazioni di volontariato, le prime caratterizzate da una forma di mutualismo, con attività rivolte principalmente ai soci che condividono una qualche problematica. Le APS contano oltre 60 mila iscritti mentre le ODV superano quota 20 mila. In totale si parla di quasi 90 mila persone coinvolte.


LA STANGATA


Ma quanto peserebbe il pagamento dell'Iva in termini finanziari? «Difficile dirlo poiché vi sono piccoli sodalizi e altri molto ampi come Avis o Lilt che presentano bilanci importanti». Complessivamente si può arrivare a qualche milione di euro su cui graverebbe un importo Iva al 20 per cento pari a decine di migliaia di euro. Per non parlare delle spese del commercialista a cui si dovrebbe affidare la tenuta contabile per non meno di un migliaio di euro all'anno.

LAURA SIMEONI - Latribuna di Treviso






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